Domenica 05 Settembre 2010
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Baia_TrentovaTra i tanti incanti della costiera cilentana c'è, senza dubbio, la baia di Trentova. Questo luogo, a circa 200 metri a sud dello scoglio di San Francesco, è un'enorme attrazione, non solo per il suo paesaggio magico e inviolato, ma soprattutto per le sue acque rilucenti e limpide. La baia prende il nome dallo scoglio omofono di Trentova, perchè, secondo la leggenda popolare, in tempi lontani, furono trovate nelle grotte sottostanti la roccia affiorante trenta uova di gabbiano o di tartaruga marina.
I miei ricordi più belli si trovano su quella riva, tra i piccoli sassi che portano allo scoglio grande, azzurro, nei frangenti che, quando c'era corrente, causavano grida e ilarità di noi bambini.
Trentova è un sogno, uno dei più belli di tutto il Cilento, la sua baia ti abbraccia nel verde, blu e turchese delle sue acque chiare e iridate e dei suoi dolci pendii riccioluti di tenere foglie lucenti. Il mare al mattino è come cristallo trasparente, si agitano mille piccoli pesci dispettosi e vivaci, l'acqua fresca fascia accarezza e incanta chiunque si arrivato fin lì.

Il giorno arriva pigro da dietro la dolce collina e a mano a mano, il sole alzandosi nel cielo celeste, riscalda la rena dorata, la fa brillare, riflettono mille bagliori iridescenti; ricordo le piccole conchiglie nivee, che risuonavano nel mio secchiello rosso, i ricci di mare rotolavano lenti e tra gli aculei bruni riflessi iridati li illuminavano, le crudeli meduse cristalline e mute ondeggiavano lente.
L'aria si riscalda, nella brezza marina frizzante, anche nelle ore più infuocate delle estati roventi, Trentova rinfranca il corpo e l'anima, resta fresca e sempre un soffio d'aria respira tra i bagnanti.

Dalla spiaggia accogliente, guardando verso Napoli, la presenza altera e silenziosa dello scoglio azzurro tenero, quasi bianco, trascina la mente verso i racconti omerici, il pensiero vola libero alle mitiche sirene, alle loro malie, da Trentova pare sentirne il canto o meglio l'incanto, tutto è seducente miraggio, è richiamo assoluto al magico e al fiabesco.
Lo sguardo ricorre la dolcezza del Vallone verso Tresino, luogo che fu prima antico abitato dei greci Trezeni, poi porto e sede gentilizia romana, arcaico sito di memorie storiche, affascinante per i segreti che ancora tace.
Le fresche acque suscitano il desiderio di bagnarsi e di bagnarsi ancora e tra quella infinita delicatezza di cristallo, in quel sensuale abbraccio, atavico cullare, la fantasia sovrana porta verso la gioia e la serenità, non sembra mare, ma felicità destinata agli dei.
Il sale si asciuga sul corpo, sempre più bruno, piccola cipria candida e brillante accarezza.

Trentova è la spiaggia dei bambini, che, al mattino presto, scendono con le mamme; è dei ragazzi, che, in allegre comitive raggiungono il mare verso mezzogiorno, arrivando assonnati e pigri, si stendono sotto il sole; è degli anziani che giungono per godersi la salubrità del posto e per ricordare; Trentova è la spiaggia dell'amore, dell'ora più bella: quella del tramonto.
Il sole, ormai stanco del tanto raggiare, viene giù e arrossisce per gli occhi di tutti gli innamorati, lentamente, ogni sera, dipinge con larghe pennellate, sempre cangianti, l'impalpabile cielo, le nuvole merlettate, i ricami della spuma del mare, usa il rosso, l'arancione, il rosa, scolorisce pian piano, infiamma il mare, le tinte decolorano verso sfumature più tenui. All'orizzonte, col suo profilo di donna altera e superba, Capri risplende, lontani e piccoli bagliori riverberano alla luce quasi spenta del giorno che muore.
I gabbiani fermano i loro voli, le loro grida lontane.

Il silenzio avvolge la baia in tenero abbraccio, l'acqua accarezza la sabbia, ormai priva di luce, gioca tra i piccoli granelli, quasi in muto conforto. Tutto si spegne, le ultime orme svogliatamente risalgono verso le luci del centro abitato. La spiaggia è un letto disfatto. Lungo la linea del tramonto, mentre il sole incontra il mare, brilla incredibile l'ultimo raggio verde. Quello che, secondo antichi racconti, consente di leggere con chiarezza nel proprio cuore e in quello degli altri. Altro ancora è l'incantesimo della notte che bacia teneramente Trentova sotto infinite stelle, sotto la luna.

Autore: Milena Esposito